Immigrazione: l’ Austria vuole chiudere il Brennero

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In queste ore l’Austria sta pianificando la chiusura del Brennero per risolvere il problema dell’immigrazione clandestina che dal Nord Africa sta arrivando in Europa. Se da un lato l’Italia, su richiesta del Viminale, si trova a dover reperire 15mila posti letto per fronteggiare l’aumento degli sbarchi, dall’altro il governo di Vienna sta optando una politica del tutto differente, fatta di muri e  chiusura delle frontiere.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha definito ‹‹molto grave›› una decisione di questo genere. Italia e Austria hanno sempre collaborato tra loro per quel che riguarda il problema dei migranti e il blocco del Brennero, continua Gentiloni, ‹‹sarebbe negativo non solo per la nostra economia ma un brutto segnale per tutta l’Europa››.

Dal canto suo il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil ha affermato che la questione sta nel provare ad introdurre ‹‹un sistema di gestione dei confini che sia simile a quello di Spielfeld (località confinante con la Slovenia in cui sono state costruite barriere e corsie per gestire i flussi, ndr)››. L’Austria, insomma, di rinunciare ai rigidi controlli di confine non ne vuol proprio sapere tanto che per voce di Doskoz ha anche confessato di voler chiedere all’Italia ‹‹di poter controllare anche noi sul suo territorio››.

L’Austria si è fissata un limite massimo di 37.500 richieste d’asilo per l’anno in corso, mentre gli sbarchi in Italia sono saliti già a quota 24mila dall’inizio dell’anno segnando un aumento del 55% rispetto a quelli che furono registrati nello stesso periodo del 2015. Un aumento vertiginoso che è motivo di preoccupazione per il Viminale e per il Governo, sempre più alle prese con le diverse visioni degli Stati Ue sulla gestione del problema dell’immigrazione, molto volte non sentito come un problema comunitario.

Matteo D’Apolito

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